ART FOR RADICAL ECOLOGIES (MANIFESTO) ASSEMBLY #3 | WCCJ 2023

ENGLISH

Institute of Radical Imagination participates in the framework of the World Congress for Climate Justice, Milan 12-15 October 2023. Conceived as a First International aimed at opening up a space of discussion between explicitly anti-capitalist climate movements, activists and intellectuals from all over the planet, with the ambition of defining a common agenda and ideological perspective in the shared transnational space of the ecosocial struggles of the present.

With 200+ delegates and 60+ movement.

📍State University of Milan, via Festa del Perdono 7, Cloister Legnaia (Aula EcoLab)
🗓 12 October 2023
🕦 H 14:30 – 16:00

Participants a.o.

Institute of Radical Imagination (Marco Baravalle, Emanuele Braga, Sara Buraya, Maddalena Fragnito, Gabriella Riccio, Federica Timeto), The Yes Men (Mike Bonanno) and Barbie Liberation Organization, Andreco Climate Art Project, Ashley Dawson, Terike Haapoja, Andrea Natella, Noura Tafeche, Serpica Naro, Dirty Art Department (Jerszy Seymour, Theo Dietz e Rosa Meulenbeld), Effimera (Giorgio Griziotti), Tiziana Terranova, and the contribution in remote by Arts for the Commons A4C (Rosa Jijón and Francesco Martone) and Laboratory of Insurrectionary Imagination (Isabelle Fremeaux & Jay Jordan)

The Milano World Congress for Climate Justice is the opportunity to bring together art and performing arts workers to continue a discussion that will lead to the collective writing of a manifesto on the role of art in the struggle for climate justice and in the creation of new ecologies (which take into account the intersection of environmental and social facts). If the pandemic had already dramatically underlined the consequences of extractivist anthropization, the war in Ukraine (in addition to its immediate death toll) is a manifestation of what Andreas Malm has called ‘fossil fascism’, a mix of authoritarianism and fossil fuels that weakens the already insufficient measures to combat global warming. The scarcity of Russian gas has brought coal back into vogue and, in Italy, the construction of new re-gasifiers is on the agenda. The decision to organize the workshop at the World Congress for Climate Justice 2023 reflects our belief in the importance of freeing art from the capture of institutional circuits. We want to experience, as participants in social movements, aesthetic-political concatenations that interpret creativity as a radical character of the social and not as a commodity. The participants also share the conviction that the fight for climate justice is, necessarily, a fight against and beyond extractive capitalism, even in its green version (actually an attempt to turn the crisis into new accumulation). The workshop will involve discussion and co-creation starting from the practices of the invited guests around certain central themes: the use of art as a method of inquiry and visualization in the climate crisis; the production of activist art forms that look at the performativity of direct action; art as a ground for radical imagination in designing new ecologies that reshape the relationship between human and non-human; art as an archive of movement practices, and so on.

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ITALIANO

Institute of Radical Imagination partecipa al Congresso Mondiale per la Giustizia Climatica, Milano 12-15 Ottobre 2023. Concepito come una Prima Internazionale volta ad aprire uno spazio di discussione tra movimenti climatici, attivisti e intellettuali esplicitamente anticapitalisti di tutto il pianeta, con l’ambizione di definire un’agenda comune e una prospettiva ideologica nello spazio transnazionale condiviso delle lotte ecosociali del presente.

Con oltre 200 delegati e oltre 60 movimenti.

📍 Università Statale di Milano, via Festa del Perdono 7, Chiostro Legnaia (Aula EcoLab)
🗓 12 Ottobre 2023
🕦 H 14:30 – 1&:00

Partecipano tra *l* altr*

Institute of Radical Imagination (Marco Baravalle, Emanuele Braga, Sara Buraya, Maddalena Fragnito, Gabriella Riccio, Federica Timeto), The Yes Men (Mike Bonanno) and Barbie Liberation Organization, Andreco Climate Art Project, Ashley Dawson, Terike Haapoja, Andrea Natella, Noura Tafeche, Serpica Naro, Dirty Art Department (Jerszy Seymour, Theo Dietz e Rosa Meulenbeld), Effimera (Giorgio Griziotti), Tiziana Terranova, and the contribution in remote by Arts for the Commons A4C (Rosa Jijón and Francesco Martone) and Laboratory of Insurrectionary Imagination (Isabelle Fremeaux & Jay Jordan)

Il World Congress for Climate Justice di Milano è l’occasione per riunire i lavoratori dell’arte e dello spettacolo per continuare una discussione che porterà alla stesura collettiva di un manifesto sul ruolo dell’arte nella lotta per la giustizia climatica e nella creazione di nuove ecologie (che tengono conto dell’intersezione tra fatti ambientali e sociali). Se la pandemia aveva già sottolineato drammaticamente le conseguenze dell’antropizzazione estrattivista, la guerra in Ucraina (oltre al suo immediato bilancio di vittime) è una manifestazione di quello che Andreas Malm ha chiamato “fascismo fossile”, un mix di autoritarismo e combustibili fossili che indebolisce il sistema misure già insufficienti per combattere il riscaldamento globale. La scarsità del gas russo ha riportato in auge il carbone e, in Italia, è all’ordine del giorno la costruzione di nuovi rigassificatori. La decisione di organizzare il workshop al Congresso Mondiale per la Giustizia Climatica 2023 riflette la nostra convinzione nell’importanza di liberare l’arte dalla cattura dei circuiti istituzionali. Vogliamo sperimentare, come partecipanti ai movimenti sociali, concatenazioni estetico-politiche che interpretino la creatività come carattere radicale del sociale e non come merce. I partecipanti condividono anche la convinzione che la lotta per la giustizia climatica sia, necessariamente, una lotta contro e oltre il capitalismo estrattivo, anche nella sua versione verde (in realtà un tentativo di trasformare la crisi in nuova accumulazione). Il workshop prevederà discussioni e co-creazione a partire dalle pratiche degli ospiti invitati attorno ad alcuni temi centrali: l’uso dell’arte come metodo di indagine e visualizzazione nella crisi climatica; la produzione di forme d’arte attiviste che guardano alla performatività dell’azione diretta; l’arte come terreno per l’immaginazione radicale nella progettazione di nuove ecologie che rimodellano la relazione tra umano e non umano; l’arte come archivio di pratiche di movimento, e così via.

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